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09.Luglio -2019- 05-1962-Che motivo aveva Angela Merkel di supportare e sponsorizzare la candidatura del socialista Frans Timmermans

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09.Luglio -2019- 05-1962

Che motivo aveva Angela Merkel di supportare e sponsorizzare la candidatura del socialista Frans Timmermans alla guida della Commissione europea? Innanzitutto un calcolo politico che riguardava la grande coalizione tedesca da lei guidata costituita da Unione Cristiano Democratica (Cdu)/Unione Cristiano-Sociale in Baviera (Csu) e Partito Socialdemocratico Tedesco (Spd). Con Timmermans, infatti, Merkel avrebbe consolidato la tenuta del governo Merkel IV e fatto un favore agli alleati socialdemocratici, oltre a piazzare il compagno di partito Manfred Weber alla presidenza dell’Europarlamento.

Affossato lo “schema Osaka”, il disegno della Cancelliera tedesca è naufragato. La nomina del Ministro della Difesa Ursula von der Leyen alla Commissione Ue supportata dai Paesi di Visegrád con il tacito benestare di Washington, ha generato, infatti, un certo scompiglio e malumori all’interno della compagine governativa tedesca. Come scrive IlSole24Ore, quella che poteva essere salutata come una “vittoria” tedesca a Bruxelles è stata contaminata dalle tossine nell’aria. Ursula von der Leyen è stata letteralmente demolita dall’opinione pubblica tedesca per via dei suoi fallimenti come ministro. In un recente sondaggio, il 56% degli tedeschi ha spiegato di essere contrario al ministro “che lascia il viale del tramonto in Germania per una strada lastricata di gloria a Bruxelles”.

Tedeschi contro Ursula con der Leyen

Come ha ricordato Lorenzo Vita su InsideOver, il futuro presidente della Commissione europea è considerata da tutti il ministro peggiore (o almeno il più debole) del governo di Angela Merkel. Nel periodo della sua guida della Difesa tedesca, le forze armate di Berlino hanno raggiunto uno dei livelli più bassi della storia recente della Germania. Una debolezza politica che ha scatenato gli alleati di governo di Angela Merkel contro la nomina di Ursula von der Leyen. L’ex leader dei socialdemocratici (Spd), Martin Schulz, ha definito von der Leyen “il ministro più debole del governo”, mentre il suo collega Sigmar Gabriel, ex vicecancelliere, ha sottolineato che la sua nomina “un atto di inganno politico senza precedenti”. I Verdi hanno lamentato un “intrigo di corridoio vecchio stile” e i liberaldemocratici l’hanno definita “non il miglior candidato”, mentre Alternative für Deutschland ha detto che la sua scelta è “un tradimento degli elettori”.

Manfred Weber, il candidato scelto inizialmente dalla Cdu di Angela Merkel per il posto di capo della Commissione, ha lamentato “un giorno triste per la democrazia europea”. Katarina Barley, ex ministra della Giustizia Spd, oggi uno dei nuovi vicepresidenti dell’europarlamento, ha annunciato che voterà contro l’incarico alla sua ex collega di governo, una scelta che ha l’endorsement di un grande quotidiano tedesco come la Sueddeutsche Zeitung.

Coalizione di Merkel in crisi profonda

La situazione in Germania è delicata. Tanto che, nelle scorse ore, Annegret Kramp-Karrenbauer, “erede” di Angela Merkel, ha avvertito gli alleati di governo: “Se Ursula von der Leyen non dovesse ottenere i voti necessari al Parlamento europeo, in parte a causa delle azioni dell’Spd, questo minerebbe fortemente il lavoro della coalizione”. Secondo l’ex ministro delle finanze Wolfgang Schäuble, che ora è presidente della camera bassa della Germania, l’alleanza Csu/Cdu sorretta da Angela Merkel potrebbe governare da sola se i socialdemocratici decidessero di sfilarsi dal governo, sempre più indecisi sul da farsi con i sondaggi che parlano di minimo storico (13% dei consensi).

“Se l’Spd, dopo un dibattito interno, decidesse di lasciare la coalizione prima della fine della legislatura, l’Unione dovrebbe continuare a governare da sola”, ha detto Schaeuble al quotidiano Bild. Dichiarazioni che riflettono lo stato precario di una coalizione messa a durissima prova dopo la decisione di nominare Ursula von der Leyen alla guida della Commissione Ue, sempre che quest’ultima venga votata e confermata dal Parlamento europeo. In Germania l’ennesima crisi di governo è dietro l’angolo.

09/07/2019