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17-DICEMBRE -2018- 05.1029-Appalti pilotati in Calabria: indagato il governatore piddì Oliveriol'ex comunista fino alla corte di Renzi

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17-DICEMBRE -2018- 05. 1029-

Appalti pilotati in Calabria: indagato il governatore piddì Oliverio

Falso, corruzione e frode in pubbliche forniture. Il presidente della Regione finisce nei guai: scatta l'obbligo di dimora

Falso, corruzione e frode in pubbliche forniture. Questi i reti ipotizzati nell'operazione "Lande Desolate" della Guardia di Finanza di Cosenza che ha fatto finire nei guai anche il piddì Mario Oliverio per presunte irregolarità nell'affidamento di appalti pubblici.

Per il governatore della Regione Calabria, accusato di abuso di ufficio, i magistrati hanno, infatti, disposto l'obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, il centro del Cosentino in cui vive. L'inchiesta ha, poi, portato agli arresti Giorgio Barbieri, titolare dell'azienda impegnata nella realizzazione della funivia di Lorica che, secondo gli inquirenti, sarebbe la testa di ponte del clan di Franco Muto di Cetrano detto il "re del pesce".

Sono in tutto sedici le persone coinvolte, destinatarie di misure cautelari, tra cui politici, dirigenti pubblici, funzionari e imprenditori accusati a vario titolo di corruzione, falso in atto pubblico, abuso d'ufficio e frode in pubbliche forniture. Non appena la Guardia di finanza ha notificato il provvedimento cautelare per abuso d'ufficio, contro il Partito democratico si sono riversate le opposizioni che hanno immediatamente invocato le dimissioni di Oliverio dalla presidenza della Regione Calabria. "Sono un atto dovuto nei confronti dei calabresi", ha commentato l'europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Laura Ferrara. "Il suo governo regionale - ha tuonato la grillina - si è distinto più per le indagini che coinvolgono i membri della Giunta e lo stesso presidente che non per un'azione politica volta allo sviluppo del territorio. Oliverio non può più rappresentare la Calabria". Anche il ministro della Salute Giulia Grillo, che nei giorni scorsi aveva avuto da ridire col governatore, è intervenuta duramente su Twitter: "Ma è la stessa persona che si lamentava delle scelte del governo di nominare i commissari in Calabria per riportare trasparenza, legalità e merito e garantire una sanità migliore ai cittadini calabresi? Continuerò a battermi per dividere politica e sanità".

Per Oliverio la procura distrettuale antimafia di Catanzaro aveva chiesto gli arresti domiciliari ma il gip ha preferito disporre l'obbligo di dimora nel comune di residenza. tra il 2016 e il 2016, come spiegato dal procuratore capo Nicola Gratteri in conferenza stampa, avrebbe proposto a vantaggio dell'impresa di Barbieri un ulteriore finanziamento per realizzare alcune opere, scelta che avrebbe avuto come contropartita il rallentamento dei lavori a piazza Bilotti di Cosenza, appaltato allo stesso imprenditore, per sole questioni politiche. L'imprenditore avrebbe usato i soldi incassati dalla propria impresa per agevolare la cosca Muto, considerato che avrebbe versato denaro alla 'ndrangheta. Nel mirino delle Fiamme Gialle ci sono gli appalti per l'ammodernamento dell'aviosuperficie di Scalea e degli impianti sciistici di Lorica oltre che la successiva fase di erogazione di finanziamenti pubblici.

Di fronte a quelle che definisce "accuse infamanti" Oliverio ha deciso di fare lo sciopero della fame. "La mia vita e il mio impegno politico e istituzionale - ha commentato - sono stati sempre improntati al massimo di trasparenza, di concreta lotta alla criminalità, di onestà e rispettosa gestione della cosa pubblica. I polveroni sono il vero regalo alla mafia". Secondo il governatore della Calabria, l'opera che è stata messa sotto indagine non sarebbe stata appaltata nel corso della sua responsabilità alla guida della Regione. "Quanto si sta verificando - ha incalzato - è assurdo. Non posso accettare in nessun modo che si infanghi la mia persona e la mia condotta di pubblico amministratore. Sarebbe come accettare di aver tradito la fiducia dei cittadini. Chiedo chiarezza. Lotterò con tutte le mie energie - ha infine concluso - perché si affermi la verità".

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Oliverio, l'ex comunista fino alla corte di Renzi

È un politico vecchio stampo, uno della Prima Repubblica, un ex del Pci che, nel tempo, ha saputo reinventarsi fino a sposare la causa del Pd e, infine, anche quella di Matteo Renzi

CATANZARO - È un politico vecchio stampo, uno della Prima Repubblica, un ex del Pci che, nel tempo, ha saputo reinventarsi fino a sposare la causa del Pd e, infine, anche quella di Matteo Renzi.

Mario Oliverio, il presidente della Regione Calabria per cui oggi è stato disposto l'obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, è in politica da più di 40 anni. Sempre da una parte, sempre a sinistra. L'apice della sua carriera lo ha raggiunto nel 2014, quando è stato eletto governatore della Calabria con un consenso quasi bulgaro e dopo aver vinto, anche stavolta in modo trionfale, le primarie del Pd che lo opponevano al giovane Gianluca Callipo. Prima di diventare il presidente della Regione, Mario Oliverio detto “U Lupu” era noto negli ambienti politici come uno dei pochi amministratori calabresi a non essere mai stato sfiorato da una indagine giudiziaria. Adesso, le cose stanno diversamente: l'avviso di dimora notificato oggi – che nasce dall'accusa di abuso d'ufficio nell'ambito di alcuni appalti pubblici – si somma infatti ad altre due inchieste che vedono Oliverio tra gli indagati nella sua qualità di governatore. La passione politica del presidente del Pd nasce da giovanissimo, negli anni 70, quando è un giovane militante del Pci calabrese. Nel 1980 arriva la svolta: a soli 26 anni viene eletto per la prima volta in consiglio regionale e, da allora in poi, non rimarrà più senza una poltrona istituzionale.

Nel 1986 diventa assessore della giunta di Francesco Principe. Matura così, in sole due legislature regionali, il diritto al vitalizio. Nel '90 diventa sindaco di San Giovanni in Fiore, il paese natìo in cui ora dovrà scontare l'obbligo di dimora. Due anni dopo il grande salto: diventa deputato della Repubblica, ruolo che non mollerà più fino al 2006. Quattro legislature consecutive che gli permettono di acquisire anche il diritto al vitalizio parlamentare. Nel frattempo, nel 2004, era pure diventato presidente della Provincia di Cosenza, dove resterà per un decennio. E si arriva così al 2014, anno della sua elezione in Regione. Da navigatore esperto della politica, capisce che a Roma il vento è cambiato e, dopo essere stato un bersaniano convinto, passa dalla parte di Renzi. La rottamazione promessa dall'ex premier non arriva, così il già comunista Oliverio può continuare a governare con il pieno appoggio del suo Pd. Partito con il favore dell'opinione pubblica e di un centrosinistra stranamente compatto, Oliverio ha fin da subito mostrato un piglio autoritario che non è andato giù ai suoi alleati dem e alle altre liste satelliti. La decisione di modificare lo statuto della Regione, che ha permesso al presidente di nominare nella sua giunta assessori esterni che non si erano sottoposti al voto popolare, non ha fatto che aggravare questo rapporto e alimentare il malcontento di un centrosinistra che, via via, si è ritrovato sempre più spaccato. Oltre ai problemi con la sua maggioranza e a una luna di miele mai davvero iniziata con i calabresi, Oliverio è – per la prima volta in vita sua – finito al centro di altre due inchieste giudiziarie.

La Procura di Catanzaro, infatti, lo aveva già iscritto nel registro degli indagati – assieme a 5 assessori e due dirigenti – in quanto, nel corso di una seduta di giunta, avrebbe assegnato a un dipendente un nuovo incarico dirigenziale malgrado quest'ultimo fosse stato sospeso dal Tribunale di Catanzaro. Lo scorso agosto, poi, il procuratore capo Nicola Gratteri, l'aggiunto Vincenzo Capomolla e il sostituto Alessandro Prontera, avevano chiesto il rinvio a giudizio del governatore nell'ambito di un troncone dell'inchiesta Calabria Verde, l'agenzia regionale che si occupa di forestazione. Stamattina la nuova indagine, quella che rischia di dare la mazzata finale alla legislatura regionale.

17/12/2018