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24-Ottobre -2018- 05. 2016-La Germania vira sul gas americano Ecco qual è il piano della Merkel

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24-Ottobre -2018- 05. 2016-

La Germania vira sul gas americano

Ecco qual è il piano della Merkel

Con il progetto North Stream 2 in sospeso per via delle sanzioni Usa alla Russia, la Germania vira intanto sul gas naturale liquefatto americano. Come scritto dal Wall Street Journal, Angela Merkel avrebbe confidato a un gruppo di deputati di aver dato il via libera al finanziamento di un terminal di gnl nel nord della Germania.

Come scritto su questa testata, a metà settembre, il ministro dell’Economia Peter Altamier, aveva detto che era stato avviato l’iter per la ricerca di un luogo dove costruire il terminale. “Questo è un gesto per i nostri amici americani”, aveva detto il titolare dell’Economia di Berlino. E adesso è arrivato il placet del governo, con un piano da 500 milioni di euro. Secondo le informazioni di Bloomberg, la sfida fra le località prescelte per il terminale è tra Stade e Brunsbüttel, entrambe sulle rive dell’Elba. Il governo potrebbe annunciare il vincitore l’anno prossimo.

Secondo le informazioni del quotidiano statunitense, Angela Merkel avrebbe definito questa scelta come “strategica”. Di fronte ai rappresentanti della regione tedesca interessata al progetto del terminale, la cancelliera avrebbe detto che questa decisione non è da considerare una “resa” nei confronti di Donald Trump ma una mossa tesa proprio a guardare oltre e “che ripagherà nel lungo periodo“. Ma è chiaro che la volontà politica di Trump abbia influito eccome sulla scelta finale di Berlino.

Da parte di Washington, la mossa è stata chiarissima. Il presidente Usa ha prima iniziato un lungo assedio nei confronti della Germania accusandola di avere un surplus commerciale eccessivo rispetto agli Stati Uniti. Poi ha intrapreso un irrigidimento delle sanzioni contro le imprese russe per fare in modo di avere in mano le chiavi del futuro del gasdotto del Mar Baltico.

Infine, ha minacciato l’Unione europea con i dazi, che avrebbero colpito in larga parte l’industria automobilistica tedesca. Industria che è stata salvata dall’incontro con Jean-Claude Juncker alla Casa Bianca, ma a prezzo di un aumento enorme dell’export Usa in Europa. A cominciare appunto dal gas (ma non solo). Infine, ma questa è una strategia ancora in fieri, l’amministrazione americana ha mobilitato tutti i movimenti sovranisti che hanno come primo obiettivo la fine dell’autorità tedesca sull’Europa.

Questo assedio ha portato i primi frutti, almeno nelle casse degli Stati Uniti. E non a caso, Trump ha esultato di fronte agli elettori repubblicani in Texas, annunciando che Berlino avrebbe acquistato “enormi quantità di gas naturale liquefatto Usa”. Folla esultante e Trump pure, che incassa altri contratti proprio grazie a questa forzatura nei confronti di Angela Merkel.

Per la cancelliera tedesca, la questione è particolarmente delicata. Da un punto di vista economico, è chiaro che avere il gnl americano non è esattamente di interesse prioritario per Berlino. Ma potrebbe sfruttarlo a suo vantaggio. La Germania, infatti, ha come obiettivo quello di fare in modo che il North Stream 2 si faccia. E per questo motivo, l’idea della Merkel è che dare a Trump la possibilità di esportare energia in territorio tedesco potrebbe far sì che Washington applichi una linea più morbida sul fronte sanzioni. Possibilità che non è detto che si concretizzi: ma p comunque un segnale distensivo da parte di Berlino.

Dall’altro lato, la Germania potrebbe anche sfruttare a suo vantaggio questa volontà di Trump per smarcarsi da un’eccessiva dipendenza dal gas russo: che effettivamente esiste, inutile negarlo. Il governo tedesco sa che, in larga parte, dipende dalla Russia. E quando Trump, con i suoi modi assolutamente poco ortodossi, accusò di questa dipendenza i teutonici, non era del tutto lontano dalla realtà. Come spiega Bloomberg, la Russia ha rappresentato circa il 45% delle importazioni tedesche di gas nel 2017, con un aumento di quasi 4 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Inoltre, le scorte di gas europee si stanno lentamente (ma inesorabilmente) esaurendo. Ed è chiaro che Mosca sia l’unico grande Stato del continente a poter rifornire l’Europa e la Germania.

Ma attenzione a dare per scontato che Berlino voglia smarcarsi da Mosca. La settimana scorsa, quindi pochi giorni prima dell’annuncio di Trump, il gigante dell’energia russa Novatek ha formato una joint venture con la belga Fluxys per prendere in affitto un’area dell’autorità del Porto di Rostock.

Come scritto da World Maritime News, “la joint venture Rostock LNG GmbH intende progettare, costruire, finanziare, possedere e gestire un terminal per la ricezione e lo sbarco di vettori gnl di medie dimensioni dalla centrale di liquefazione Cryogas-Vysotsk che Novatek sta attualmente costruendo nel Porto di Vysotsk, vicino San Pietroburgo”. In sostanza, anche la Russia è entrata nel mercato tedesco del gnl. E la Germania può trasformarsi in un nuovo centro di competizione per l’oro blu: questa volta non solo russo, ma anche americano. Con un occhio fisso sul vero obiettivo: il North Stream 2

24/10/2018