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19. Febbraio -2018- 005- 906 -Le bollette elettriche non pagate saranno (in parte) a carico degli altri utenti

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IL Portale di Informazione per gli Italiani nel Mondo da Wolfsburg/ Germania .

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19. Febbraio -2018- 005- 906 -

Le bollette elettriche non pagate saranno (in parte) a carico degli altri utenti

i stima attorno al miliardo di euro l’insoluto totale delle bollette elettriche non pagate dai morosi, non i morosi che oggi s’inteneriscono per San Valentino ma quelli di ben altra specie che evadono la fattura della corrente. Al posto loro ne pagheranno una parte tutti gli altri consumatori elettrici, quelli che saldano con regolarità il conto della luce.

L’hanno stabilito ricorsi e sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, e l’Autorità dell’energia ha formalizzato: sarà distribuita fra tutti i consumatori una prima fetta di “oneri generali” elettrici pari a circa 200 milioni arretrati.

Diverse aziende elettriche erano entrate in crisi, e qualcuna aveva addirittura dovuto chiudere i battenti, quando si è trattato di saldare ai fornitori alcune voci parafiscali della bolletta che erano state fatturate ai consumatori ma non erano state incassate. Altre aziende erano state colpite da politiche commerciali poco indovinate.

In sostanza, sulle bollette della corrente già cariche di risarcimenti, di oneri, di voci e di incentivi si aggiunge un nuovo capitolo, ovvero saremo noi consumatori a rimborsare alle società elettriche di distribuzione della luce una parte del buco creato negli oneri parafiscali delle aziende in crisi da chi evade la bolletta della corrente.

Una delibera dell’Autorità dell’energia, appena ribattezzata Arera da quando ha rilevato oltre agli acquedotti anche l’area rifiuti, ha stabilito come ripartire fra tutti gli oneri generali di sistema, una parte parafiscale della fattura elettrica, non pagati dai consumatori morosi. Insomma, una socializzazione di una fetta degli insoluti.

Aziende elettriche in crisi

Diverse società del mercato libero avevano traballato e qualcuna esposta alla drammatica crescita delle bollette non pagate aveva addirittura dovuto chiudere, a cominciare, anni fa, dall’Esperia creata dall’imprenditore Filippo Giusto. Ma il mancato pagamento delle bollette e in alcuni casi anche politiche commerciali poco indovinate nei mesi scorsi avevano buttato fuori dal mercato un plotone di altre società fra le quali un nome forte come Gala, l’azienda di vendita di energia più esposta al fenomeno dei mancati pagamenti.

Morosità miliardaria

Quant’è il valore da saldare? Per ora è impossibile dare una cifra esatta: le morosità complessive rivendicate dalle società elettriche ammontano a cifre superiori al miliardo di euro, ma per ora questa delibera sfilerà dalle nostre tasche una prima fetta di circa 200 milioni.

Altre delibere ancora allo studio dovrebbero essere messe a punto nei prossimi mesi per completare le procedure con cui noi consumatori rimborseremo ciò che non è stato pagato dai furbetti della bolletta.

Alcuni dati però sono sicuri. Nel 2016 il controvalore complessivo del mercato finale dell’elettricità si aggirava sui 61 miliardi di euro (fonte: «Electricity Market Report», Politecnico di Milano, ottobre 2017).

Per quello stesso anno l’Autorità dell’energia, delle reti e dell’ambiente aveva censito richieste di distacchi per morosità per il 2, 8% dei consumatori del segmento “maggior tutela” (quello con le tariffe regolate dallo Stato). Sul mercato libero nel 2016 il numero di contatori sigillati per mancato pagamento era arrivato addirittura al 4, 7%, il 5, 8% di richieste di distacco per i consumatori non domestici come i negozi e gli uffici. (fonte: «Monitoraggio retail», autorità Arera, 2017).

Il canone Rai

Gli oneri generali in bolletta, tra i quali gli incentivi alle fonti rinnovabili e agli “energìvori”, sono pagati dai consumatori ai venditori di corrente, i quali poi devono rigirarli alle società di distribuzione elettrica che consegnano i chilowattora ai consumatori tramite i fili elettrici.

Il problema dei morosi e delle aziende di vendita in crisi si era presentato con l’imposta radio tv (il cosiddetto canone Rai). Il canone dei consumatori morosi non poteva essere pagato dalle società di vendita che fatturavano le bollette non incassate. È stato necessario intervenire con un atto normativo.

Lo stesso si è ripetuto con gli oneri. I fornitori di energia si accollavano gli oneri non riscossi dai clienti finali. Dovevano cioè versarli ai distributori anche se non incassati.

Ci sono stati ricorsi e sentenze finché il Consiglio di Stato ha deciso: l’obbligato al versamento degli oneri di sistema è il cliente finale.

Il turismo delle bollette

Il fenomeno delle morosità è più ricorrente nel Mezzogiorno ed è più forte sul mercato libero, dove si può cambiare fornitore di corrente con un clic del mouse. Viene chiamato “turismo dell’elettricità”, e si basa sul fatto che prima di poter portare a conclusione la sigillatura del contatore ci vogliono carriolate di bollette non pagate. Il “furbetto della bolletta” straccia un po’ di bollette bimestrali e prima che si attivi la procedura di recupero credito cambia vittima, cioè cambia società di fornitura elettrica, con la quale ricomincia.

Il fenomeno sarà frenato quando saranno disponibili i dati su noi consumatori raccolti nella banca dati del Sii, il Sistema informativo integrato, nel quale le società elettriche potranno consultare se il nuovo cliente è corretto oppure se è un fuggitivo delle bollette non saldate .

Un fenomeno simile accade per esempio con i telefonini, con la differenza che nel segmento elettrico non ci sono ancora i contratti prepagati e soprattutto

che alla base della fornitura ci sono i costi orgogliosi dell’energia realmente prodotta da una centrale elettrica alimentata con un combustibile costoso.

Alcuni commenti

Ecco Massimo Bello, presidente dell’Aiget, l’associazione dei grossisti e rivenditori di energia: «Il nuovo assetto dovrà evitare che chi svolge un puro servizio di incasso per il sistema (ovvero i fornitori di energia) si ritrovino a sostenere un costo improprio. Qualsiasi iniziativa in tal senso, come i recenti provvedimenti dell’Arera, va nella direzione giusta». Aggiunge Marco Bernardi, presidente di Illumia, una delle aziende del mercato libero: «Il principio secondo il quale le aziende che vendono energia elettrica non saranno più chiamate a riscuotere parti della bolletta, su cui tra l’altro non hanno mai avuto né controllo né vantaggi, è un primo importante passo verso una modalità che rispecchi appieno le responsabilità dei soggetti della filiera: venditori e distributori».

Protestano alcune associazioni dei consumatori. «Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore», afferma Luigi Gabriele dell’assocazione Codici; «questa delibera sarebbe solo un incentivo per non perseguire i furbetti del quartierino», aggiunge Marco Vignola dell’Unione nazionale dei consumatori.

I dettagli secondo l’Autorità dell’energia

L’Autorità dell’energia, delle reti e dell’ambiente (Arera) specifica che «il provvedimento citato (deliberazione 50/2018) riguarda solo una particolare casistica, limitata numericamente, e solo una parte degli oneri generali di sistema previsti per legge. In particolare, il riconoscimento individuato dall’Autorità per i soli distributori è parziale e attiene ai soli oneri generali di sistema già da loro versati ma non incassati da quei venditori con cui, a fronte della inadempienza di questi ultimi, i distributori hanno interrotto il relativo contratto di trasporto di energia, di fatto sospendendo così a tali soggetti la possibilità di operare nel mercato dell'energia». Il meccanismo, parziale e circoscritto finalizzato a garantire il gettito degli oneri di sistema da assicurare per legge, «che l’Autorità ha strutturato in tal modo per adempiere ad una serie di sentenze della giustizia amministrativa che hanno annullato le precedenti disposizioni dell’Autorità in tema. La regolazione precedente imponeva ai venditori la prestazione di garanzie finanziarie in favore delle imprese distributrici anche a copertura degli oneri generali di sistema. Le pronunce della giustizia amministrativa sostengono che la legge pone in capo esclusivamente ai clienti finali, e non alle imprese di vendita, ne ai percettori degli incentivi, gli oneri generali di sistema, con la conseguenza che l’Autorità non avrebbe il potere di imporre il citato sistema di garanzie alle imprese di vendita negando che il rischio di mancato incasso degli oneri generali di sistema da parte dei clienti finali sia dei venditori».

Energia: da

gennaio l'elettricità in aumento del 5, 3%, il gas del 5%

• 29 dicembre 2017

el primo trimestre del 2018 in aumento la bolletta dell'elettricità e del gas. Dal prossimo 1° gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del +5, 3% per le forniture elettriche mentre per quelle gas del +5%. È quanto prevede l'aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela.

In particolare, l'aumento dell'elettricità è legato ad una serie di fattori concomitanti (ben 9), tutti al rialzo, che hanno portato ad una decisa crescita dei prezzi all'ingrosso nell'ultimo trimestre (+20% del Prezzo Unico Nazionale solo a novembre rispetto ad ottobre): la ripresa dei consumi (+1, 6% la domanda elettrica in Italia nei primi 11 mesi del 2017), da confermare nel 2018, positiva come segno della ripresa delle attività produttive, ma con l'effetto parallelo di una risalita dei prezzi all'ingrosso; l'indisponibilità prolungata di alcuni impianti nucleari francesi, con una crescita delle quotazioni dell'elettricità all'ingrosso nel mercato d'oltralpe, che influenza al rialzo anche quello italiano e ne riduce i volumi importati dalla Francia; alcune limitazioni nei transiti di elettricità nella rete italiana, soprattutto nel Sud-Italia, comportando una riduzione complessiva dell'efficienza del sistema; la minore disponibilità della generazione idroelettrica nazionale per la scarsa idraulicità del periodo (il 2017 è l'anno più “arido” degli ultimi 200 anni), sostituita dalla più onerosa produzione delle centrali a gas; l'aumento stagionale dei prezzi all'ingrosso del gas a livello europeo (e quindi anche italiano) che ha contribuito a far innalzare i prezzi elettrici.

Inoltre a questi fenomeni si affianca anche un aumento della componente legata al dispacciamento - cioè quella per mantenere adeguato ed in equilibrio il sistema elettrico - e degli oneri legati alle risorse interrompibili (per tutto il 2018) per la sicurezza del sistema elettrico, come previsto dagli indirizzi del Ministro dello Sviluppo economico, sulle base delle analisi condotte da Terna (nelle more dell'operatività del mercato della capacità di cui il Governo italiano non ha ancora ottenuto autorizzazione da Bruxelles), oltre che l'aumento dei costi per le Unità essenziali alla sicurezza, decisa dall'Autorità in base alle indicazioni di Terna.

Infine pesa anche sui consumatori domestici (ma non solo) l'aumento degli oneri generali di sistema dovuto al rafforzamento delle agevolazioni per le industrie manifatturiere energivore, deciso con decreto del Ministro dello Sviluppo economico in attuazione della recente Legge europea che ha recepito il via libera della Commissione europea della scorsa primavera al Piano di adeguamento predisposto dal Governo italiano.

Impattano invece positivamente per i consumatori, contenendo in parte i valori del dispacciamento, i primi recuperi legati ai provvedimenti prescrittivi dell'Autorità degli oneri sostenuti per le condotte anomale pregresse degli operatori dell'offerta e della domanda nei mercati all'ingrosso dell'elettricità (mercato del bilanciamento).

Per il gas invece l'aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alle stagioni invernali, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo, che – in un mercato unico - implicano la crescita dei prezzi anche nei mercati all'ingrosso italiani.

Nel dettaglio, per l'elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell'anno scorrevole (compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018) sarà di circa 535 euro, con una variazione del +7, 5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente (1° aprile 2016 – 31 marzo 2017), corrispondente a un aumento di circa 37 euro/anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.044 euro, con una variazione del +2, 1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro/anno.

Nel primo trimestre del 2018 l'andamento del prezzo dell'energia elettrica, come detto, è legato a numerosi fattori.

All'aumento complessivo dei costi di approvvigionamento, risultato della variazione delle quotazioni all'ingrosso degli ultimi mesi - influenzate dalle motivazioni sopra esposte - che hanno portato anche a quotazioni dell'energia elettrica nel quarto trimestre 2017 più alte rispetto a quelle attese, con una differenza di costi di acquisto che il meccanismo vigente della maggior tutela deve recuperare nel tempo. Costi di approvvigionamento influenzati pure dalla crescita dei costi di dispacciamento, determinata anch'essa da diversi elementi: l'aumento della componente per il mantenimento in equilibrio del sistema (uplift), che si assesta verso valori normali, partendo dai livelli scontati grazie alla riduzione a favore dei consumatori applicata nel quarto trimestre 2017 per effetto del recupero sui mesi precedenti; l'aumento dei costi per le unità interrompibili (i grandi impianti industriali distaccabili in caso di emergenza per ridurre i consumi) per far fronte alle possibili situazioni di criticità che potrebbero verificarsi nel 2018, a seguito degli indirizzi ministeriali ad incremento della sicurezza del sistema; l'aumento dei costi per le unità essenziali, cioè le unità di generazione ritenute indispensabili per garantire la sicurezza del sistema in determinate aree del Paese.

All'aumento complessivo dell'elettricità contribuisce anche la crescita della componente degli oneri generali di sistema su cui incidono gli effetti dell'applicazione della revisione delle agevolazioni per le imprese energivore prevista dal Governo. In particolare, in base agli indirizzi di Governo e Parlamento, considerato l'onere atteso associato alle nuove agevolazioni, l'Autorità - per il comparto domestico - ha distribuito la maggior raccolta necessaria a finanziare le agevolazioni prevalentemente sui clienti domestici con consumi annui più alti, ciò a tutela di quelli con bassi consumi. Nel dettaglio, solo il 30% del maggior onere per il domestico verrà fatto gravare sui consumi inferiori ai 1.800 kWh/anno5, il restante 70% sui consumi superiori6 a tale soglia. Una scelta che considera anche l'effetto “ammortizzatore” del differimento dell'ultima fase della riforma della tariffa domestica, relativa agli oneri generali di sistema. Riforma che l'Autorità pochi giorni fa ha deciso di differire al gennaio 2019, decisione che segue una specifica proposta dell'Autorità accolta da Parlamento e Governo. Questo differimento funziona da “scudo” limitatore dei possibili aumenti, in particolare a tutela dei clienti domestici basso-consumanti, per tutto il 2018. A contenere l'impatto delle nuove agevolazioni per gli energivori anche la scelta dell'Autorità, effettuata sulla base di una specifica disposizione del decreto energivori, di trasferire gradualmente in bolletta la maggior raccolta che si stima possa essere necessaria per finanziare le agevolazioni 2018.

In leggero calo invece le tariffe di rete, vale a dire trasmissione, distribuzione e misura e relativi meccanismi perequativi e di finanziamento del sistema di incentivi per il miglioramento della qualità.

La variazione del gas è sostanzialmente legata alla crescita della componente ‘materia prima', cioè all'aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all'ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all'ingrosso influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all'Italia) per manutenzione. Leggero incremento anche per la componente relativa al trasporto. Aumenti in parte controbilanciati dalla riduzione, con il suo azzeramento, della componente per la gradualità nell'applicazione della riforma delle condizioni economiche del servizio di tutela. Riforma che mantiene legato l'aggiornamento dei prezzi di tutela ai prezzi all'ingrosso del maggior mercato gas europeo (il Ttf olandese), ancora più stabile rispetto al mercato italiano, pur in sviluppo, tutelando i consumatori da eccesive oscillazioni.

Energia elettrica – Nel dettaglio, l'aumento per l'energia elettrica per la famiglia tipo è determinato dalla crescita dei costi di approvvigionamento, che contribuisce per circa + 3, 8% alla variazione complessiva della spesa per il cliente tipo. Incremento che al suo interno comprende la variazione del +1, 3% dei costi di acquisto, del +1, 2% circa dei costi di dispacciamento e del +1, 3% circa della componente di perequazione per il recupero tra costi di approvvigionamento attesi e quelli reali registrati nei trimestri precedenti.

Il rialzo degli oneri generali di sistema contribusice al +1, 9% sulla spesa del cliente tipo, determinato per intero dalla variazione della componente degli oneri generali per la copertura degli incentivi alle imprese a forte consumo di energia, mentre sono stabili tutte le altre componenti.

Leggero aggiustamento per la componente di commercializzazione e vendita, +0, 1% sulla spesa del cliente tipo. Rialzi controbilanciati in parte dal calo delle tariffe di trasmissione, distribuzione e misura, -0, 5% sulla spesa del cliente tipo. Si arriva così al +5, 3% finale per la spesa complessiva del cliente tipo.

Gas naturale – Nel dettaglio, l'aumento per il gas è determinato principalmente dall'incremento della componente Cmem relativa ai costi di approvvigionamento, +5% sulla spesa per il cliente tipo, riflettendo il rialzo atteso delle quotazioni all'ingrosso nei mercati a termine in Italia e in Europa. Leggera crescita della componente relativa al servizio di trasporto Qt (+0, 6% sulla spesa del cliente tipo), dovuta sostanzialmente ad una variazione della componente a copertura dei costi di trasporto del gas dal Psv al punto di riconsegna. Leggero adeguamento (+0, 2%) anche per la componente relativa al servizio di distribuzione e misura e per quella a copertura delle attività connesse all'approvvigionamento all'ingrosso, CCR (+0, 1%). In calo la componente per la gradualità nell'applicazione della riforma delle condizioni economiche del servizio di tutela (Grad), con il suo azzeramento, che contribuisce ad un -0, 9% sulla spesa del cliente tipo. Si arriva così al complessivo +5% per la spesa del cliente tipo.

TASSA TV

Mettiti alla prova su ciò che sai (o non sai) sul canone Rai in bolletta elettrica

In luglio tutti i contribuenti titolari di utenza elettrica riceveranno con la bolletta la prima maxi rata del canone, che dovrebbe essere di circa 70 euro. Naturalmente non verrà coinvolto chi (circa 817mila persone secondo le Entrate) ha attestato di essere sì titolare di utenza elettrica ma di non dover pagare perché il canone è già a carico di altri familiari.

La circolare, infatti, indica come «utenze residenziali», quelle cioè obbligate al pagamento, quelle che in bolletta hanno la sigla D1, D2 o D3 (queste ultime solo se effettivamente residenziali in base all'allineamento fatto con i dati dell'Anagrafe tributaria).

Quando allo stesso codice fiscale sono abbinate più utenze classificate in bolletta come residenziali o «altri clienti domestici» (come può accadere se, al momento del contratto, ci si è dimenticati di comunicare che si trattava di seconda casa), l'Agenzia assicura che il canone verrà addebitato su una sola fornitura, quella per la quale risulta la residenza all'Anagrafe tributaria (se risultano ambedue le tipologie) o quella di attivazione più recente (se risultano solo «altri clienti domestici»).

Per la prima applicazione del sistema, comunque, saranno addebitate in bolletta le rate di canone relativamente a utenze attive alla data del 1° luglio 2016.

Il Sole 24 Ore propone un quiz in 12 domande per testare la conoscenza delle novità sul pagamento del canone Rai. Così potrete scoprire se siete molto esperti, se siete già preparati o se avete bisogno di approfondire meglio.

19/02/2018